Dentro il libro
La trama
Due linee temporali che si guardano come in uno specchio incrinato. Da una parte una donna del presente, isolata in una caverna dopo un trauma, costretta a sopravvivere e a fare i conti con ciò che è successo. Dall’altra una giovane Neanderthal in un mondo brutale e semplice, dove ogni giorno è un patto con la fame, il gelo e i predatori.
Il romanzo alterna sopravvivenza fisica e sopravvivenza emotiva. Le due storie si rispondono: paura, istinto, memoria, perdita. E quando arrivano gli altri — gruppi, presenze, uomini — diventa chiaro che la minaccia non è sempre la natura.
La mia recensione
Non è un libro “d’azione” continua: è tensione lenta, quasi primitiva. Cameron rende bene il corpo — freddo, fame, stanchezza — e rende bene la mente quando si avvita, quando cerca un appiglio e ne trova uno sbagliato.
È una lettura che lascia addosso silenzio: quello delle grotte, della neve, e di certe paure che non hanno nome.