Dentro il libro
La trama
Hazel Micallef ha sessantun anni, un divorzio alle spalle e una carriera tranquilla nella polizia di Port Dundas, piccola cittadina canadese dove tutto sembra destinato a restare com’è. Sta quasi per abituarsi all’idea della pensione — e a una madre difficile ma irresistibile — quando una donna anziana e solitaria viene trovata assassinata in modo brutale. La comunità dà per scontato che Hazel risolverà il caso, come se fosse un dovere naturale.
Ma l’indagine rivela un disegno più ampio: altre morti, un filo comune, e la sensazione che qualcuno stia “curando” il mondo a modo suo, scegliendo chi deve restare e chi deve essere eliminato. Hazel si muove tra pressioni, segreti, e una caccia che diventa anche prova personale: non solo trovare l’assassino, ma non farsi spegnere da un male che si presenta con il volto della normalità.
La mia recensione
Thriller che conquista per contrasto: protagonista fuori dallo stereotipo (età, fragilità, ironia asciutta) dentro una storia cupa e inquietante. Il tono è teso ma umano, e Port Dundas diventa un luogo perfetto per il sospetto: piccolo abbastanza da far nascere pettegolezzi, grande abbastanza da nascondere mostri.
La lettura funziona quando insiste sulla psicologia e sul peso delle scelte: il male non arriva con la musica da film, arriva con l’aria di chi crede di avere ragione. Ed è questo, alla fine, a far paura.