Il lago dei misteri
Trama:
In una cittadina affacciata sul lago, le storie sono piccole solo in apparenza: rimbalzano di veranda in veranda, cambiano forma, diventano sentenze. Charlotte lo capisce subito, da quando ha sposato Paul, l’uomo “giusto” sulla carta e discutibile per tutti gli altri. Lui porta addosso il lutto della prima moglie, annegata in circostanze che il paese non ha mai davvero smesso di masticare. Lei porta addosso un’altra cosa: l’impressione di dover meritare ogni giorno il suo posto.
Quando nel lago riemerge il cadavere di una giovane donna, la realtà si mette a fare un gioco cattivo: il corpo viene trovato esattamente dove era morta la prima moglie di Paul. Un dettaglio che trasforma la tragedia in ossessione collettiva. Charlotte prova a reagire da moglie: sostiene Paul, respira, si ripete che non bisogna dare ascolto al rumore.
Poi succede la cosa che ti cambia la temperatura del sangue: Paul mente. Dice alla polizia di non aver mai visto la ragazza, ma Charlotte lo ha notato parlare con lei, in un momento qualunque, pochi giorni prima. E non è il “perché” in sé a farle paura. È la naturalezza con cui lui prova a cancellare quel frammento, come se la realtà fosse una lavagna.
Da lì il romanzo prende la forma più inquietante: non quella di una caccia al colpevole, ma quella di una domanda che si infiltra ovunque. Chi ho sposato davvero? E cosa si è depositato, negli anni, sul fondo di quel lago insieme alle versioni comode della storia?
Recensione:
Questo è un thriller domestico che lavora bene sulla sensazione più corrosiva: la diffidenza che nasce in casa. Non ti fa paura il bosco, la notte, l’assassino col cappuccio. Ti fa paura il tavolo della cucina, perché capisci che la persona seduta di fronte a te potrebbe avere un passato “a intermittenza”.
Mi è piaciuto il modo in cui Belle costruisce Charlotte: non come eroina perfetta, ma come donna che si aggrappa a un matrimonio perché vuole che funzioni. E proprio quel desiderio di “salvare” diventa un punto vulnerabile: più Charlotte prova a tenere insieme i pezzi, più si accorge che i pezzi potrebbero essere stati tagliati apposta per non combaciare.
Il lago, poi, è un’idea narrativa perfetta: bello, immobile, quasi rassicurante. Eppure è un archivio. Trattiene, copre, e quando decide di restituire qualcosa lo fa senza chiedere permesso.
In breve: ritmo teso ma non urlato, atmosfera da paese che osserva e giudica, e una domanda che ti resta addosso: quanto può essere pericoloso dire “sì, lo voglio”… se non hai capito a chi lo stai dicendo?
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Autore: Kimberly Belle
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