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IL MOSAICO DI GHIACCIO

Copertina del libro Il mosaico di ghiaccio
Il mosaico di ghiaccio

Trama:

Strängnäs si prepara a un’estate “normale”: lavoro, turisti, musica. In redazione si pensa al jazz festival, alle pagine da riempire, alle notizie che finiscono e ripartono come un metronomo. Finché la provincia, all’improvviso, smette di essere provincia.

Nella vicina Mariefred, affacciata sul lago, un evaso trasforma la cronaca in allarme: Marcin Szalas scappa in modo spettacolare e la notizia si mangia ogni altra cosa. Ma l’evasione, presto, non basta a spiegare il panico. Perché intorno iniziano ad accadere episodi diversi, inquietanti, come se la regione fosse entrata in una spirale di violenza con regole proprie.

Fredrik Gransjö e Emma Gibbons osservano la scena dal loro punto di vista privilegiato: la redazione è un luogo strano, dove passano voci, mezze verità, paura mascherata da “si è sempre fatto così”. E proprio lì notano un dettaglio che agli altri sfugge: certi eventi, messi in fila, somigliano a un disegno.

Il romanzo gioca su questo: la distanza tra ciò che appare “casuale” e ciò che, invece, è costruito. Tassello dopo tassello, i collegamenti emergono e l’indagine diventa una corsa a capire chi sta muovendo i pezzi e perché.

Recensione:

Il mosaico di ghiaccio non punta tutto sul “freddo nordico” da cartolina. È più un noir di provincia, dove il vero motore non è tanto l’enigma in sé, quanto il modo in cui la violenza si infiltra nelle relazioni, nelle complicità, nei silenzi.

La cosa interessante è la prospettiva: non sembra la classica caccia lineare al colpevole. C’è più attenzione ai meccanismi che fanno funzionare il male, a come certe persone riescano a portare due vite addosso senza farle collidere. E quando Fredrik ed Emma cominciano a leggere tra le righe, il romanzo diventa più “teso” che “rumoroso”: ti viene voglia di andare avanti non per il colpo di scena, ma per vedere quanto lontano arriva il disegno.

È una lettura che funziona bene se ti piacciono i thriller in cui la provincia non è rassicurante, ma opaca. Dove l’estate, invece di aprire le finestre, le chiude.

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Foto dell'autore Lars Rambe
Autore: Lars Rambe

Biografia:

Lars Rambe è uno scrittore e avvocato svedese. Laureato in giurisprudenza, nei primi anni è stato consulente internazionale aziendale per un'azienda farmaceutica, poi ha avviato uno studio legale per aziende nel ramo della biotecnologia e industrie farmaceutiche. Sposato con due figlie vive a Nairobi dove la moglie lavora come cooperante allo sviluppo. Il suo primo libro, Incubo bianco, pubblicato con successo in diversi Paesi, ha scalato le classifiche anche in Italia.

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