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Trama e recensione

L'ultima casa a sinistra

Unni Lindell

Dentro il libro

La trama

Una donna viene trovata morta ai piedi di un palazzone nella periferia di Oslo. Tutto potrebbe essere archiviato come suicidio: solitudine, nessun legame forte, una vita invisibile. Ma un testimone sostiene di aver visto qualcuno spingerla giù. Ed è lì che il caso smette di essere “semplice” e diventa un filo teso: se è omicidio, perché scegliere proprio lei? Chi la conosceva davvero?

L’indagine apre porte scomode: rapporti apparentemente banali, vicini che osservano senza parlare, tracce che sembrano contraddirsi. Lindell costruisce un’atmosfera fredda, dove la città pesa come cemento, e la verità è nascosta non tanto da genialità criminale, quanto da indifferenza, omissioni, piccoli silenzi quotidiani che diventano muro.

La mia recensione

Thriller nordico con un buon controllo della tensione: parte con un dubbio “realistico” (caduta o spinta?) e lo trasforma in una discesa dentro la fragilità dei rapporti umani. Funziona perché non corre subito: lascia sedimentare sospetti, fa crescere l’ansia con dettagli e deviazioni credibili.

È una lettura che gioca sulla paura più concreta: quella di vivere accanto a qualcuno e non sapere chi sia davvero. E quando l’ultima tessera va al suo posto, non c’è sollievo pieno: resta un vuoto, come dopo una porta chiusa troppo in fretta.

Dietro le pagine

Unni Lindell

Scrittrice norvegese che ha attraversato più registri: dalla narrativa per ragazzi al giallo per adulti, con una notorietà particolare nel crime scandinavo. Prima di dedicarsi stabilmente alla scrittura ha lavorato anche come giornalista, …

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