L'uomo inquieto
Trama:
Wallander sta entrando in quell’età in cui ogni gesto ha un costo e ogni giornata sembra chiedere una scelta: continuare o fermarsi. La vita privata prova a rimettere radici (Linda, la famiglia, la promessa di una normalità possibile), ma la realtà lo riprende per la giacca nel modo più “domestico” e più terribile: una scomparsa.
Håkan von Enke, suocero di Linda, sparisce nel nulla. Non è un uomo qualunque: porta addosso un passato militare, una disciplina che non lascia spiragli, e soprattutto una memoria piena di cose non dette. Poco prima di svanire, aveva raccontato a Wallander un frammento di storia che suona come una crepa: anni di tensione, manovre nell’ombra, la sensazione che la Svezia “neutrale” non fosse poi così al riparo.
Wallander indaga perché è ciò che sa fare, ma presto capisce che il caso non vuole essere risolto con la routine. Gli indizi non sono impronte nel fango: sono archivi, testimonianze a metà, ricordi che si contraddicono. E ogni volta che prova ad avvicinarsi alla verità, qualcuno sposta il punto di vista, come se la storia stessa fosse un oggetto fragile da non toccare.
Quando anche la moglie di von Enke scompare, l’angoscia diventa concreta: non è più una faccenda di “politica” o di “passato”. È una ferita in famiglia. E Wallander, che di solito riesce a stare al riparo dietro il ruolo, questa volta ci finisce dentro fino al collo.
Recensione:
Questo è un Wallander diverso, e lo capisci subito: il ritmo è più riflessivo, più lento, quasi ostinato. Mankell qui non punta a farti correre; punta a farti restare. Restare nelle domande, nelle ombre di un paese, nel corpo che invecchia, nella paura silenziosa di perdere pezzi di sé.
L’indagine ha una qualità particolare: è meno “caccia al colpevole” e più “scavo”. E lo scavo, quando riguarda la Guerra Fredda, non porta mai solo risposte: porta anche imbarazzo, responsabilità, compromessi. È un thriller che tiene la tensione senza urlare, come una mareggiata che non smette, anche quando sembra calma.
La cosa che mi ha colpito di più è l’aria da congedo. Non nel senso di tristezza facile, ma nel senso di consapevolezza: Wallander è un uomo che ha visto troppo e che, proprio per questo, non riesce più a fingere che il mondo sia “aggiustabile”. Mankell lo lascia umano fino in fondo: testardo, stanco, lucido a tratti, vulnerabile quando non dovrebbe.
In breve: un giallo più politico e più intimo insieme, con il mare come sfondo e la memoria come campo di battaglia. Un finale di serie che non fa fuochi d’artificio: fa silenzio. E quel silenzio pesa.
Acquista su Amazon
Autore: Henning Mankell
Altri libri di Henning Mankell
Libri dello stesso genere: Mistero
Il Grande Libro dei Gialli di Natale
Leggi tutto
Il Grande Libro dei Gialli di Natale 2
Leggi tutto
Un mese con Montalbano
Leggi tutto
Il Mistero del Quadro Scomparso
Leggi tutto
La porta
Leggi tutto
L'ultimo messaggio
Leggi tutto
Lupin I - Malizie e Splendori del Principe dei Ladri
Leggi tutto
Il Codice di Pietramorta
Leggi tutto
Il club dei delitti del giovedì
Leggi tutto