Non sfidarmi
Trama:
Questa volta Reacher non è il vagabondo che conosciamo: è ancora maggiore della polizia militare, ancora “dentro” le regole, anche se già le vive come un fastidio. E l’aggancio è straniante: invece di mandarlo sul campo, lo infilano in un corso serale che sembra una punizione mascherata. Night school, appunto. ()
In aula, però, c’è puzza di operazione. Con lui siedono due figure che non fanno giri inutili: FBI e CIA. Nessuno spiega davvero il perché. Gli fanno solo capire che serve un uomo che sappia “leggere” le persone senza chiedere il permesso.
Il cuore del caso è una trattativa che sembra impossibile eppure qualcuno la sta preparando davvero: cento milioni di dollari, una catena di intermediari, un corriere che passa come un’ombra. La pista porta in Europa, soprattutto ad Amburgo, dove la Germania “nuova” ha ancora cicatrici vecchie e dove, nel sottobosco, si muovono gruppi violenti pronti a vendere (o comprare) qualsiasi cosa, per il prezzo giusto. ()
Reacher, come sempre, parte dai dettagli: orari, incongruenze, persone che non combaciano con la loro copertura. E più scava, più capisce che la vera domanda non è chi sia l’americano. È che cosa stia cercando di comprare. E cosa succede se quell’acquisto va a buon fine.
Recensione:
Mi è piaciuto perché è un Reacher “diverso” senza snaturarlo: qui lo vedi costretto al lavoro di squadra, circondato da professionisti che non lo idolatrano e non lo sopportano fino in fondo. E questo lo rende più tagliente: meno monolite, più nervo scoperto.
Il ritmo è quello di una spy story: appuntamenti, pedinamenti, nomi che cambiano, porte che si aprono solo a metà. Non è il solito “bar di provincia + pestaggio”, per capirci. È più freddo, più internazionale, e proprio per questo quando arriva la violenza fa un rumore secco, senza coreografie.
C’è anche una cosa che funziona bene: l’ambientazione pre-11 settembre. Non perché faccia nostalgia, ma perché senti l’aria di qualcosa che sta arrivando e che nessuno sa ancora chiamare col suo nome. Reacher lo fiuta nel modo in cui tutti sono tesi, nel modo in cui le informazioni vengono centellinate, nel modo in cui i pezzi non combaciano mai “per caso”.
In breve: un Reacher giovane, ma già implacabile; un intrigo che viaggia veloce e sporco; un libro che cambia scenario, ma non cambia la regola base: non provare a usarlo come pedina.
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Autore: Lee Child
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