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Trama e recensione

I simulacri

Philip K. Dick

Dentro il libro

La trama

In un futuro dove politica e spettacolo sono la stessa cosa, il potere è un palcoscenico: una First Lady icona e un Presidente che potrebbe essere soltanto un’assenza riempita. Il mondo vive di immagini, sostituzioni, repliche. Intorno, personaggi diversi — tecnici, ribelli, pedine — inciampano in crepe sempre più evidenti: ciò che sembra reale è spesso costruito, ciò che sembra scelta è spesso copione. Quando la macchina comincia a svelarsi, la domanda diventa feroce: chi comanda davvero, se tutto è simulazione?

La mia recensione

Dick colpisce perché non “predica”: confonde, destabilizza, costringe a dubitare. È fantascienza che parla di manipolazione, identità, propaganda, con un’ironia amara e una lucidità che ancora oggi suona attuale. Non è un libro comodo: è un libro che graffia, e lascia addosso la sensazione che la realtà sia più fragile del previsto.

Dietro le pagine

Philip K. Dick

Philip K. Dick è stato uno dei grandi nomi della fantascienza americana: prolifico, inquieto, radicale nelle idee. I suoi libri e racconti mettono spesso al centro una domanda destabilizzante: che cos’è reale? Identità, memoria, manipolazi …

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