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IL SILENZIO DEI RAPITI

Copertina del libro Il silenzio dei rapiti
Il silenzio dei rapiti

Trama:

Sembra una giornata normale: una gita, un pullman, la routine che scorre. Poi la strada viene tagliata di netto da tre uomini evasi, sporchi di paura e rabbia, e tutto diventa una faccenda di minuti.

Le vittime sono particolari, e non per “effetto”: otto bambine sordomute e le loro insegnanti. Questo cambia ogni cosa. Cambia il modo in cui capiscono il pericolo. Cambia il modo in cui chiedono aiuto. Cambia perfino il modo in cui un rapitore può comandare, perché l’intimidazione, a volte, passa dalla voce… e qui la voce non arriva.

I tre criminali non si limitano a scappare: spostano gli ostaggi in un luogo isolato e sbagliato, un mattatoio. Uno di quei posti dove l’eco fa più rumore delle persone. Da lì parte l’ultimatum: un’ostaggio ogni ora se le richieste non vengono accettate.

L’FBI mette in campo Arthur Potter, negoziatore abituato a disinnescare bombe con le parole. Solo che qui le parole rimbalzano contro un muro: il capo dei rapitori non vuole ragionare, vuole dominare. E mentre fuori si tratta, dentro succede l’altra metà della storia: tentativi di resistere senza strumenti, di comunicare senza voce, di restare lucidi mentre il tempo si mangia tutto.

Recensione:

Questo è Deaver quando decide di fare una cosa semplicissima e micidiale: prendere un countdown e renderlo fisico. Lo senti nelle pagine come un polso che accelera. Non è un thriller “elegante”, è un thriller che ti mette in un corridoio e chiude le porte alle spalle.

La parte migliore è l’incastro di prospettive: da un lato la negoziazione (fredda, procedurale, fatta di psicologia e nervi), dall’altro la prigionia (sporca, concreta, piena di improvvisazione e paura). Due mondi che si toccano senza potersi davvero parlare, e proprio per questo aumentano la tensione: chi sta fuori non vede tutto, chi sta dentro non può dire tutto.

Il tema del silenzio non è una trovata: è il motore emotivo. Qui il “non poter parlare” diventa vulnerabilità, ma anche forza, perché obbliga a trovare altre strade: sguardi, gesti, intuizioni, coraggio che non fa rumore.

In breve: tensione alta, atmosfera claustrofobica, ritmo da cronometro. Un romanzo che non ti chiede di “immaginare” l’ansia: te la mette in mano.

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Foto dell'autore Jeffery Deaver
Autore: Jeffery Deaver

Biografia:

Jeffery Deaver (nato a Glen Ellyn il 6 maggio 1950) è uno scrittore statunitense, celebre per i suoi thriller e romanzi gialli, venduti in oltre 150 paesi e tradotti in 25 lingue.

Uno dei suoi successi più noti è Il collezionista di ossa, da cui è stato tratto l’omonimo film del 1999 con Denzel Washington e Angelina Jolie, e successivamente la serie TV Lincoln Rhyme - Caccia al collezionista di ossa nel 2020.


Nato vicino Chicago, Deaver ha studiato giornalismo all’University of Missouri e successivamente ha frequentato la Fordham University di New York con l’obiettivo di diventare un corrispondente legale. Ha lavorato come avvocato specializzato in corporate law, prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno nel 1990.


Deaver si è fatto notare nel mondo della letteratura thriller alla fine degli anni ‘90, ottenendo il successo internazionale proprio con Il collezionista di ossa, primo romanzo della serie dedicata al criminologo Lincoln Rhyme. Il terzo libro della saga, La sedia vuota, ha ulteriormente consolidato la sua fama.

Oltre alla serie di Lincoln Rhyme, ha scritto numerosi romanzi, tra cui Il giardino delle belve, I corpi lasciati indietro e La luna fredda. Ha anche contribuito alla narrativa di James Bond, pubblicando il romanzo Carta bianca.

Innovativo nelle sue strutture narrative, ha sperimentato con October List, un romanzo in cui i capitoli sono presentati in ordine cronologico inverso.

Diversi suoi romanzi e racconti sono stati adattati per il cinema e la televisione, tra cui Il silenzio dei rapiti (diventato Ostaggi del silenzio) e La lacrima del diavolo. Più di recente, il suo libro Il gioco del mai ha ispirato la serie TV Tracker (2023), con protagonista Justin Hartley.

Considerato uno dei maestri del thriller contemporaneo, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, oltre a essere stato eletto presidente della Mystery Writers of America e successivamente Grand Master nel 2021.

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