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LA BIBLIOTECA PERDUTA DELL'ALCHIMISTA

Copertina del libro La biblioteca perduta dell'alchimista
La biblioteca perduta dell'alchimista

Trama:

Siamo nel 1227 e la sparizione di Bianca di Castiglia (nelle sinossi indicata come “regina” scomparsa/rapita) fa vacillare equilibri già fragili: un vuoto di potere è sempre un invito, e in certi periodi basta pochissimo perché il mistero diventi superstizione.

Ignazio da Toledo viene chiamato a ridosso di Córdoba, dove la politica e la fede si sfiorano senza mai fidarsi davvero. L’indagine, però, non resta “di corte”: prende subito la forma di una caccia a indizi antichi, piste sporche, testimonianze interessate. A ogni passo Ignazio capisce che qualcuno non sta solo cercando una donna: sta cercando un libro. Un testo attribuito alla tradizione alchemica — la Turba philosophorum — che, secondo chi lo insegue, potrebbe contenere la chiave per leggere (o manipolare) ciò che sta accadendo.

Il bello è che Simoni non imposta la storia come un rebus “da scrivania”: Ignazio deve muoversi, negoziare, rischiare. E più si avvicina alla verità, più la sensazione cresce: la scomparsa è il primo tassello di una trama più grande, costruita per depistare… e per attirare chi non sa resistere ai segreti.

Recensione:

Questo romanzo ha un ritmo da thriller medievale: scorre veloce, ma non rinuncia al gusto per il dettaglio colto. L’alchimia qui non è un accessorio esotico: è un motore narrativo, perché mette in gioco desiderio, potere e quella forma di fede alternativa che nasce quando la scienza è ancora una frontiera.

Ignazio funziona perché non è un “eroe puro”: è curioso, testardo, a volte spigoloso, e soprattutto sa che l’intelligenza non basta se non capisci chi sta usando la paura come arma. La parte più riuscita, per me, è proprio questa: l’idea che un regno possa essere governato anche con le voci, con i simboli, con una parola detta nel posto giusto.

Se ti piacciono i gialli storici con manoscritti, inganni e viaggi, La biblioteca perduta dell’alchimista è un ottimo “secondo capitolo”: più ampio del primo, più sporco, con quella sensazione costante che dietro ogni porta ci sia qualcuno che ascolta.

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Foto dell'autore Marcello Simoni
Autore: Marcello Simoni

Biografia:

Marcello Simoni (nato a Comacchio, in provincia di Ferrara, nel 1975) è uno scrittore italiano noto soprattutto per i suoi thriller storici (spesso di ambientazione medievale), tradotti in numerosi Paesi.

Laureato in Lettere all’Università di Ferrara, ha lavorato per circa un decennio come catalogatore di libri presso la biblioteca del Seminario Arcivescovile dell’Annunciazione e ha pubblicato anche saggi storici (tra cui studi legati all’abbazia di Pomposa).

In narrativa esordisce nel 2007 con L’enigma dei quattro angeli; raggiunge la grande popolarità con Il mercante di libri maledetti (2011), versione rielaborata del debutto, che gli vale il Premio Bancarella 2012 e apre la saga con protagonista Ignazio da Toledo.

Negli anni successivi ha continuato a pubblicare con regolarità (anche con romanzi arrivati ai vertici delle classifiche) e ha ricevuto altri riconoscimenti letterari; la sua cifra tipica è l’intreccio tra mistero, documentazione storica e ritmo da thriller.

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