Dentro il libro
La trama
John Pellam ha lasciato alle spalle una carriera nel cinema e adesso gira gli Stati Uniti a bordo del suo camper, alla ricerca di luoghi adatti alle riprese cinematografiche. È un location scout, un uomo abituato a osservare ambienti e persone, senza fermarsi troppo a lungo nello stesso posto.
Insieme al collega Marty, arriva a Cleary, una tranquilla cittadina dello Stato di New York, per trovare le ambientazioni di un nuovo film. Ma qualcosa non va fin dall'inizio. Gli abitanti non sembrano gradire la presenza dei due forestieri e una serie di episodi inquietanti culmina nella morte di Marty, ucciso dall'esplosione dell'auto che aveva noleggiato.
La polizia sembra poco interessata ad approfondire l'accaduto e Pellam, che nel frattempo ha perso anche il lavoro, decide di restare per scoprire cosa sia successo davvero all'amico.
Durante le sue ricerche incontra Meg e suo figlio Sam, ma più si avvicina alla verità, più diventa evidente che qualcuno vuole allontanarlo dalla città. E quel qualcuno sembra disposto a tutto pur di riuscirci.
Quella che doveva essere una semplice trasferta di lavoro si trasforma così in una pericolosa indagine personale, tra segreti, minacce e una comunità che ha parecchio da nascondere.
La mia recensione
Con Sotto terra, Jeffery Deaver introduce John Pellam, un protagonista piuttosto diverso dagli investigatori ai quali ci ha abituati. Non è un poliziotto né un esperto di criminologia, ma un ex uomo di cinema, solitario e testardo, che si ritrova a indagare sulla morte di un amico senza avere gli strumenti per farlo.
Il romanzo ha il sapore del noir americano, con una cittadina di provincia poco ospitale, personaggi ambigui e quella sensazione che dietro la tranquillità apparente si nasconda qualcosa di decisamente poco rassicurante.
Pellam è un personaggio interessante proprio per i suoi limiti. Commette errori, si lascia coinvolgere e spesso si mette nei guai per pura ostinazione. Il suo rapporto con Meg aggiunge una componente più personale alla vicenda, senza togliere spazio al mistero.
Rispetto ai romanzi più celebri di Deaver, il ritmo è meno frenetico e l'indagine lascia maggiore spazio all'atmosfera e ai personaggi. Non mancano comunque depistaggi, sospetti e qualche sorpresa, elementi che diventeranno una caratteristica riconoscibile della sua narrativa.
Una lettura piacevole, dal gusto un po' retrò, che mostra un Deaver meno tecnologico e più vicino al noir tradizionale. E soprattutto presenta John Pellam, un uomo che avrebbe tutte le ragioni per andarsene, ma che proprio non riesce a farsi gli affari suoi.