Dentro il libro
La trama
La dottoressa Ellen Roth, psichiatra in clinica, vive giornate fatte di pazienti difficili, diagnosi in bilico e umanità dolorante. Quando il compagno Chris Lorch si allontana per qualche settimana, Ellen prende in carico una nuova paziente: una donna senza identità certa, massacrata di botte, terrorizzata da qualcuno che chiama “l’Uomo Nero”. Il giorno dopo la donna sparisce — e il peggio è che nessuno, tranne Ellen, sembra ricordarsi di lei. Da lì parte una discesa rapida: cartelle cliniche che non tornano, corridoi che diventano labirinti, indizi che suggeriscono che la clinica stessa nasconda una menzogna enorme. Ellen prova a ricostruire la verità con l’aiuto di un collega, ma più scava più capisce che il caso sta toccando la sua vita personale… e che la risposta potrebbe essere molto più vicina di quanto vorrebbe.
La mia recensione
È un thriller che funziona perché usa bene l’ambiente: la clinica non è solo “sfondo”, è una gabbia narrativa. Dorn spinge sulla paranoia (chi mente? chi ricorda? chi ha interesse a cancellare una persona?) e sulla vulnerabilità della protagonista, che resta credibile proprio quando è costretta a dubitare di se stessa. Ritmo alto, tensione costante, e la classica sensazione che ogni porta aperta possa peggiorare le cose.