Phobia
Trama:
All’inizio è una scena domestica, quasi banale: una casa silenziosa, un corridoio buio, un rumore che non dovrebbe esserci. Sarah scende e trova un uomo che si muove con la naturalezza di chi abita lì. La cosa peggiore è proprio questa: non fa nulla di “strano”. Non forza una serratura. Non si nasconde. Si comporta come se fosse nel posto giusto.
E sostiene di essere Stephen, suo marito.
Sarah, però, sente una crepa netta: quel volto non è il suo, quella voce non è la sua. Eppure l’uomo sa cose che non potrebbe sapere. Piccoli dettagli privati, frasi, abitudini, memorie che dovrebbero restare dentro una coppia. È una violenza sottile: non ti tocca la pelle, ti tocca la certezza.
Quando l’uomo sparisce senza lasciare tracce e Stephen non dà notizie, Sarah finisce nel punto più isolante che esista: quello in cui hai paura… e gli altri decidono che la tua paura è solo tua. Le versioni “ragionevoli” si moltiplicano, ognuna più comoda della precedente. E più Sarah insiste, più il mondo intorno a lei si irrigidisce.
A quel punto entra in gioco Mark Behrendt. Non è un detective, non è un eroe: è uno che conosce la mente umana e riconosce quando il panico non è un capriccio. Prova ad aiutarla a ricostruire i fatti, ma ogni ricostruzione apre un’altra domanda, e ogni domanda sembra dare fastidio a qualcuno.
Perché qui non c’è solo un mistero da risolvere: c’è una realtà da difendere. E la sensazione più inquietante è che l’avversario non stia cercando di ucciderti subito. Sta cercando di farti dubitare di te, finché non rimane più nulla da proteggere.
Recensione:
Phobia è un thriller che non gioca tanto sul sangue quanto sul terrore più quotidiano: quello di non essere creduta. Dorn prende una situazione già assurda e la rende plausibile, proprio perché la racconta con dettagli normali: la casa, la cucina, la routine. È questo che fa paura. Se l’orrore può sedersi al tuo tavolo come se fosse legittimato, allora nessun posto è davvero sicuro.
La tensione non arriva a ondate: sale. Prima ti mette il dubbio, poi ti toglie gli appigli. E quando pensi “ok, adesso qualcuno interverrà”, ti accorgi che l’intervento più facile è sempre quello che colpevolizza chi chiede aiuto. In questo senso Sarah funziona: non è l’investigatrice infallibile, è una donna che prova a restare in piedi mentre il pavimento si inclina.
Bella anche la scelta di Mark come contrappeso: la sua presenza non risolve, non “spiega” tutto, ma aggiunge una cosa importante: una voce che prova a distinguere tra paura e pericolo. E spesso, in questo libro, le due cose si sovrappongono.
Se ti piacciono i thriller psicologici dove la minaccia non è solo “chi ti insegue”, ma chi ti smonta, Phobia è una lettura che lascia addosso una sensazione scomoda: quella di controllare due volte la porta… e poi chiederti se basterà.
Acquista su Amazon
Autore: Wulf Dorn
Altri libri di Wulf Dorn
Libri dello stesso genere: Thriller
Il collezionista di ossa
Leggi tutto
Lo scheletro che balla
Leggi tutto
La sedia vuota
Leggi tutto
L'uomo scomparso
Leggi tutto
Il tribunale delle anime
Leggi tutto
Nella Gabbia
Leggi tutto
The stranger
Leggi tutto
L'ipnotista
Leggi tutto
Io sono l'abisso
Leggi tutto