Il buio oltre la notte
Trama:
Bosch è nel mezzo di un’indagine che odora di potere: un caso che fa rumore, che divide l’opinione pubblica, che costringe a muoversi tra prove, pressioni e versioni “buone per i giornali”. È un lavoro già difficile, e lo diventa ancora di più quando un’altra storia gli passa accanto come un’ombra.
Lì entra Terry McCaleb. Vive lontano dai corridoi e dai neon, tentando una normalità conquistata a fatica. Ma una detective gli mette in mano un fascicolo: un omicidio con una scena costruita come un messaggio, quasi un rituale. Un oggetto lasciato sul posto, una firma che sembra voler essere notata. McCaleb promette di guardare le carte e basta. Non ci riesce.
Da quel momento il romanzo corre su due binari: Bosch che scava nel fango di una Los Angeles dove tutti hanno un motivo per mentire, e McCaleb che ricostruisce pezzi, collega dettagli, cerca una logica in un delitto che non vuole essere “normale”.
Poi le traiettorie iniziano ad avvicinarsi. Le coincidenze smettono di essere coincidenze. E a un certo punto la domanda diventa la più difficile da sostenere: e se l’indagine stesse puntando nella direzione sbagliata… o peggio, in una direzione impensabile?
Recensione:
Connelly qui gioca una partita doppia, e la gioca bene: il piacere del romanzo sta nel vedere due “predatori” della verità muoversi con metodi diversi. Bosch è istinto e strada, McCaleb è pazienza e ricostruzione. Uno è fatto per reggere il rumore, l’altro per ascoltare quello che il rumore copre.
Il titolo è centrato: non parla solo del caso, parla di Bosch. È un libro che mette in scena il suo lato più scomodo, quello che non si presta a essere spiegato in una riunione o in un rapporto. La tensione non arriva tanto dai colpi di scena “da effetto”, quanto dalla sensazione che qualcosa stia scivolando fuori controllo, centimetro dopo centimetro.
Mi è piaciuta anche la componente visiva e simbolica: la scena del crimine non è solo un posto, è un messaggio. Non diventa mai finto “artistico”, resta inquietante e concreto, come una firma fatta apposta per farti guardare dove non vuoi.
In breve: un noir più psicologico del solito, con un incastro a due voci che tiene la presa; Bosch messo in una posizione che brucia; atmosfera scura, ma lucidissima.
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Autore: Michael Connelly
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