La bionda di cemento
Trama:
C’è un tipo di indagine che non finisce con un arresto. Finisce quando smetti di dormirci sopra. Per Harry Bosch, quella storia è legata a un serial killer che la città crede sepolto, archiviato, “risolto”. Peccato che la parola risolto sia spesso un modo elegante per dire: “abbiamo bisogno di voltare pagina”.
Il romanzo si apre con Bosch in un posto dove non dovrebbe stare un detective: in aula, seduto come imputato morale. Una vedova lo trascina in tribunale e, con lei, torna a galla la domanda che tutti evitano: Bosch ha davvero ucciso l’uomo giusto?
Poi arriva l’innesco che cambia tutto: viene trovato un nuovo cadavere con una messa in scena che richiama quel vecchio killer. E da lì il mondo di Bosch si spacca in due. Da una parte, i verbali, gli avvocati, le frasi pesate al grammo. Dall’altra, le strade, le piste sporche, i dettagli che non tornano mai perfettamente.
Bosch riparte da ciò che conosce: i particolari. I gesti ripetuti, le abitudini, le incoerenze. Ma ogni passo è più complicato del solito, perché adesso non sta solo cercando un colpevole: sta cercando di capire se la sua stessa memoria abbia messo ordine dove ordine non c’era.
Recensione:
La bionda di cemento è uno di quei Bosch in cui Connelly mostra il suo lato più cattivo (nel senso buono): non ti regala un’indagine “pulita”, ti piazza una morsa. Processo e caccia si inseguono, si disturbano, si alimentano. E l’effetto è una tensione diversa dal classico thriller: qui non temi solo che cosa succederà, temi che cosa era già successo.
Bosch è scritto con un’umanità ruvida: non fa discorsi eroici, non ha frasi da poster. Ha quel modo di stare al mondo di chi sa che la giustizia è un lavoro, non un’idea. Il bello è proprio questo: mentre tutti cercano una narrazione comoda (colpevole trovato, caso chiuso, applausi), lui continua a chiedersi se la verità sia stata addomesticata.
La prosa è asciutta, concreta, piena di scene che sembrano “fatte di mestiere”: interrogatori senza fronzoli, svolte che nascono da un dettaglio minuscolo, e quella Los Angeles che brilla sempre mentre sotto fa male. Connelly non corre: stringe.
In breve: un giallo che mette Bosch spalle al muro e non lo lascia respirare; un equilibrio riuscito tra tensione legale e indagine sul campo; un romanzo che ti fa dubitare insieme al protagonista, pagina dopo pagina.
Acquista su Amazon
Autore: Michael Connelly
Altri libri di Michael Connelly
La legge dell'innocenza
Leggi tutto
L'uomo di paglia
Leggi tutto
Il ragno
Leggi tutto
L'ombra del coyote
Leggi tutto
La ragazza di polvere
Leggi tutto
Il poeta
Leggi tutto
Vuoto di luna
Leggi tutto
La città delle ossa
Leggi tutto
Lame di luce
Leggi tutto
La memoria del topo
Leggi tuttoLibri dello stesso genere: Thriller
Il collezionista di ossa
Leggi tutto
Lo scheletro che balla
Leggi tutto
La sedia vuota
Leggi tutto
L'uomo scomparso
Leggi tutto
Il tribunale delle anime
Leggi tutto
Nella Gabbia
Leggi tutto
The stranger
Leggi tutto
L'ipnotista
Leggi tutto
Io sono l'abisso
Leggi tutto