Una storia di Number0
La storia
La notte era gelida quando l’ispettore Aldo Ferretti e il suo fidato assistente, Carlo Bruni, entrarono nella villa di Sergio Lorusso. L’usuraio più temuto della città giaceva privo di vita dietro la sua scrivania, le mani serrate attorno a un vecchio orologio da tasca fermo sulle 3:33. Nessun segno di lotta, nessun rumore avvertito dai domestici. Una morte impossibile, eppure avvenuta.
Ferretti si chinò sul cadavere, esaminando attentamente il viso contorto in un’espressione di puro terrore. L’orologio, un oggetto antico e finemente inciso, sembrava l’unico elemento fuori posto nella stanza impeccabile.
«È la terza volta in un anno,» borbottò Bruni. «Tre uomini morti, tre orologi fermi sulla stessa ora.»
Ferretti si alzò e iniziò a osservare la stanza con occhio esperto. Sapeva che il diavolo si nascondeva nei dettagli. Gli occhi gli caddero su una mensola: una piccola statuetta mancava dalla sua base impolverata. E sul tappeto, quasi invisibile, un’impronta di scarpa finissima, troppo elegante per appartenere alla vittima.
Seguendo il suo istinto, Ferretti fece visita a Madame Eloise, un’antiquaria famosa per il suo negozio di oggetti esoterici. Appena le mostrò l’orologio, lei impallidì.
«Questa… questa è un’opera di Emil Varga, l’orologiaio maledetto.»
«Maledetto?» chiese Bruni, scettico.
«Si dice che i suoi orologi fossero dotati di un meccanismo segreto, una sostanza letale nascosta all’interno del quadrante, che veniva rilasciata quando l’ora segnata raggiungeva le 3:33.»
Ferretti annuì. «Allora non è magia, ma un meccanismo ingegnoso. Qualcuno sta usando questi orologi per assassinare persone con precisione chirurgica.»
Tornato alla villa di Lorusso, Ferretti individuò il dettaglio finale: una lettera nascosta nel doppio fondo del cassetto. Un nome era scritto in calce.
«Marchesi De Falco,» lesse a voce alta. «L’unico sopravvissuto tra gli uomini che un tempo possedevano questi orologi.»
Il mistero si infittiva. E l’orologio, ancora fermo sulle 3:33, sembrava aspettare la prossima vittima.